Il giorno della memoria nel ricordo di sofferenze e responsabilità per vicende terribili spesso ignorate

Tantissima gente nella sala conferenze di Villa Zamparo, a Basiliano, per il “Giorno della memoria”, nell’ambito della serata promossa dal locale circolo del Partito Democratico. Lo scopo principale della serata è stato quello di conoscere e riflettere, per non dimenticare i fatti, le sofferenze e le responsabilità.
Dopo l’introduzione di Marco Del Negro, segretario di circolo, che ha posto l’accento sui pericoli cui vanno incontro le nuove generazioni, vittime di una disinformazione strumentale agli interessi di pochi governanti corrotti, hanno preso la parola i professori Ferruccio Tassin, deputato della Deputazione di Storia Patria per il Friuli, ed Alessandra Kersevan, studiosa dei problemi connessi con il sistema dei campi di concentramento fascisti, autrice ed editrice di numerosi lavori su questi temi.
Tassin ha non solo posto l’attenzione sul campo di concentramento fascista di Visco (febbraio-settembre 1943), ma ha bensì toccato numerosi aspetti di storia del confine, illustrando soprattutto i danni incalcolabili provocati dal nazionalismo e proseguiti nella folle avventura fascista di occupazione della Jugoslavia. Alessandra Kersevan, con l’ausilio di numerose immagini, foto e documenti, ha spiegato i caratteri distintivi della occupazione italiana della Jugoslavia, culminati con gli eccidi, le deportazioni, i tentativi di pulizia etnica, soffermandosi, in particolare, sui campi di concentramento sorti ad Arbe (isola di Rab, nell’attuale Croazia) ed a Gonars.
I relatori sono stati concordi nel constatare come l’Italia non abbia ancora fatto i conti con questa pagina nera della propria storia, evidenziando, al contrario, come sia in atto un tentativo di minimizzare, o peggio, dimenticare. Per questo, gli stessi hanno auspicato che la politica si prenda in prima persona responsabilità finora mai assunte in maniera esplicita; si è constatato infatti come, nel cuore del campo di concentramento di Visco, ancora praticamente intatto, ma colpevolmente e volutamente lasciato scivolare verso il degrado e le distruzione, ci siano gli spazi per un centro di documentazione che possa rispondere ad una urgente necessità di approfondimento. La stessa Presidenza della Repubblica è intervenuta presso la Presidenza della Regione, ma risposte, ancora non ci sono state.
Nel corso della serata, grazie a Guido Sut, studioso della storia delle locali comunità paesane, sono emersi i contorni ancora non ben delineati, per mancanza di documenti, di un campo di internamento per Jugoslavi anche a Villaorba. Tale testimonianza, a parere dei relatori, fa emergere ulteriormente la necessità di approfondire lo studio e l’analisi di certi intrecci, riscoprendo per esempio le conclusioni cui è giunta la Commissione di storici italo-sloveni, diffusa in Slovenia ma ignorata in Italia, dove quel poco che si conosce è il prodotto della buona volontà di qualche associazione.

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